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Archive for the ‘Web’ Category

Kate MooreIn 24 ore 500 sms. E’ stupefacente il record messo a segno da Kate Moore, una quindicenne dell’Iowa diventata la campionessa nazionale di scrittura di messaggi sul telefono cellulare.

Applausi!

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Il logo di HunchContro i dubbiosi arriva Hunch. Si chiama così il nuovo motore di ricerca lanciato da Caterina Fake, la co-fondatrice di Flickr, con l’obiettivo di rispondere alle domande degli utenti più incerti.

Non sapete dove andare in vacanza? Che tipo di reggiseno scegliere? Quale menu offrire ai vostri ospiti? Hunch è ciò che fa per voi: con una serie di quesiti indaga i vostri gusti e le vostre prima di dare la risposta. E alla fine è l’algoritmo a fornire la chiave giusta.

Fino ad oggi sono disponibili oltre 7mila domande create dagli inventori e dagli utenti, ma la domanda che resta (e a cui Hunch per ora non sa ancora dare risposta) è: riuscirà il nuovo motore di ricerca motivazionale a oscurare il primato di Google?

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A chi non è mai capitato che l’auto si fermasse improvvisamente? Chi non si è disperato di fronte al motore ormai morto e  fumante? E ha atteso (ma almeno non invano) l’arrivo del salvifico carro attrezzi pronto a portare la bizzosa quattroruote dal meccanico?

Per tutti loro (ma anche per noi) è in arrivo una bella novità: è il nuovo super carro attrezzi che entra in servizio all’Aci Global e gradualmente sostituirà i vecchi veicoli.Il nuovo carro attrezzi

Scocca ribassata per entrare nei garage più bassi, trazione integrale rinforzata per trainare fino a 3,5 tonnellate, forche estraibili per sollevare e spostare l’auto e un sofisticato sistema di diagnosi: sono queste le caratteristiche della nuova invenzione, che permetterà di riparare la macchina in loco invece di trasportarla all’officina più vicina.

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Della situazione cubana a lungo si è discusso: delle libertà negate, del divieto vigente per la maggior parte della popolazione di farsi un giro sul web (a questo proposito sempre interessante è il blog di Yoani Sanchez, Generaciòn Y). Ma l’episodio apparso oggi su Repubblica ha dell’incredibile: una relazione on-line, lui di Cuba e lei colombiana. Una storia come le altre se non fosse che il protagonista è Antonio Lothario Castro, figlio scapestrato di quel Fidel che a Cuba nega l’accesso a Internet alla maggior parte dei cittadini, e la donna in questione è in realtà un hacker di Miami, Luis Dominguez, che con la sua “bravata” ha messo in imbarazzo il governo dell’isola.

E’ bastata un’identità falsa, quella della bella Claudia, per mettere in scacco il figlio di Castro. E soprattutto mostrare come a Cuba i divieti ci sono sì, ma non per i ricchi.

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Le notizie on-line si pagheranno?Qualche centesimo di euro per una notizia. Magari anche meno. Sembra questo il futuro dell’informazione sul web ipotizzato da molti editori.

La crisi delle testate cartacee si fa sentire? L’on-line è l’unica frontiera a cui appigliarsi per sopravvivere? E allora l’utente paghi la notizia on-line. Poco, davvero pochissimo, ma la paghi. Soprattutto quella fetta di pubblico degli under 30 che costituisce il 50% dell’utenza delle testate on-line.

Non è un problema da poco: per convincere i lettori a pagare il target di ogni giornale sul web deve essere alto, altissimo, possibilmente specialistico. Bisogna risvegliare la competitività.

Eppure quella dei micropagamenti non sembra essere l’unica soluzione: il New York Times ha inaugurato una sorta di blog collettivo, un nuovo network di siti locali in cui le informazioni sono date in parte dalla redazione e in parte dai cittadini. Una specie di comunità virtuale, insomma.

Le risposte ci sono: basta vedere quale sia quella più giusta (ossia conveniente).

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Il trono spetta sicuramente a lei:  Anna Wintour, visione Chanel e direttrice di Vogue America dal 1988. Solo molto dopo viene Graydon Carter, direttore attuale dell’edizione statunitense di Vanity Fair.

Vogue e Vanity Fair: life-style magazines per eccellenza, portavoci non solo di semplici notizie, ma emblemi di un vero e proprio stile di vita, inteso come processo di attribuzione di senso alle attività quotidiane e habitus.

Basta dare una rapida occhiata ai siti: fashion e di grande impatto quello della rivista della Wintour, più giornalistico e simile quasi ad una testata on-line quello di Vanity Fair. Eppure, al di là delle differenze grafiche, emerge una comunanza molto chiara: life-style come way of life. Sfogliando le pagine di queste riviste, il lettore deve sentirsi a casa, partecipe attivo di idee e convinzioni che vanno a definire un modello di esistenza fatto sì di attenzione alla moda, cura del corpo e della bellezza, ma anche di arguzia e ferma volontà di essere vincente.

Restano però piuttosto interessanti le diversità grafiche che denotano approcci diversi al life-style magazine: Vogue affida l’apertura ad immagini fashion e scatti d’autore; la fotografia ha un ruolo preminente nel sito, è spregiudicata, accattivante e soprattutto rappresenta uno dei principali strumenti per rendere glamour la rivista on-line (e non solo).

Vanity Fair segue un percorso diverso: la testata dà molto spazio alla parte testuale (forse anche per rispondere ad un maggiore intento informativo), le fotografie sono presenti ma più in funzione dei testi che non come portavoci di stile (non è un caso che Vanity Fair dedichi una pagina speciale agli scatti, Photos).

VogueVanity Fair

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… lo trovate in Blogcattolici, il blog che raccoglie il mondo dei blog cattolici con l’obiettivo di “far conoscere i principi fondamentali della religione cattolica e […] far riflettere ed opporsi con la fede a chi non ha valori e nega l’esistenza di Dio” (potete leggere gli obiettivi del blog direttamente nella homepage).

La croce dell’ordine  del Santo Sepolcro apre il sito (piuttosto lento a caricarsi, a dire la verità): struttura ordinata, sottofondo musicale e una serie di opzioni tra cui l’utente può scegliere. Si articola così l’intento didascalico del blog, già evidente nei titoli degli argomenti: “Perchè annunciare Gesù Cristo?”, “Le domande di catechismo”, “Come pregare”, “La santa messa”, “Quando e come confessarmi”, “Come meditare da cristiani?” e altri.

Quasi ogni pagina è strutturata in domande e risposte ordinate, che vogliono condurre l’utente alla scoperta di un percorso di fede e di conoscenza della religione cattolica; il linguaggio è piuttosto chiaro, anche nel momento delle citazioni dottrinali.

Resto comunque un po’ perplessa.

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